ORTOCHERATOLOGIA: LA CORREZIONE NON CHIRURGICA DELLA MIOPIA

Cominciamo col dire che quando si parla di ortocheratologia oggi, si intende trattare di applicazione di lenti a geometria "inversa" e principalmente di ortocheratologia "notturna". Uno slogan che identifica l'ortocheratologia moderna potrebbe essere il seguente: "Portare le lenti di notte per non portarle di giorno". Il porto notturno delle lenti è infatti indirizzato a modificare il profilo corneale, ridurre la potenza della prima superficie rifrangente oculare e conseguentemente la miopia. Tale riduzione, sebbene non definitiva, può essere stabile al punto tale da evitare l'uso di qualsiasi correzione durante tutto il giorno. I vantaggi di una simile soluzione rispetto al porto giornaliero, soprattutto di lenti morbide, è evidente a qualsiasi competente del settore: durante il giorno i tessuti del segmento anteriore dell'occhio sono nelle loro condizioni abituali, senza agenti irritanti esterni e in condizioni metaboliche naturali.

Ma vediamo più da vicino le caratteristiche delle moderne lenti per ortocheratologia.
Le lenti a geometria inversa sono state introdotte negli USA alla fine degli anni '80 e in pochi anni hanno ridato slancio alla ortocheratologia. Il loro nome deriva dal fatto che, contrariamente alle lenti tradizionali, presentano una zona intermedia con raggio di curvatura minore di quello della zona ottica. Le lenti più moderne hanno geometria tetracurva. Dopo la zona di inversione queste lenti presentano una superficie più piatta di quella di inversione, che serve come appoggio corneale periferico, prima della flangia finale che termina con il bordo della lente.
Applicate all'inizio come le lenti tradizionali e portate quindi durante il giorno, si è passati recentemente al porto notturno, quando lo sviluppo di materiali idonei lo ha reso possibile. L 'introduzione sul mercato delle lenti a geometria inversa ha eliminato gran parte di quei problemi che si avevano con l'uso di lenti tradizionali quali i tempi lunghi di trattamento, l'incertezza dei risultati, i costi elevati, risvegliando l'interesse degli optometristi verso quelle tecniche di trattamento della miopia, anche in vista di una possibile alternativa alla chirurgia refrattiva.